Cosa sono le competenze chiave nel lavoro?
Ciascuna e ciascuno di noi ha utilizzato, almeno una volta, la parola “competenze” per presentarsi nel mondo del lavoro, per raccontarsi nel proprio CV o per scegliere a quali candidature proporsi. Il mondo del lavoro, infatti, parla la lingua delle competenze, soprattutto delle competenze chiave.
Per riuscire a dialogare un linguaggio comune, ma soprattutto per restare in piedi in un contesto che viaggia alla velocità della luce, è fondamentale conoscerne il significato e l’utilizzo.
Ma cosa intendiamo esattamente con competenze chiave e perché sono così vitali per il successo individuale? E ancora, come contribuiscono a quello professionale all’interno delle aziende? Andiamo con ordine e impariamo a orientarci nel contesto attuale.
Cosa vuol dire competenza - facciamo chiarezza
La competenza è la capacità di agire, usando la conoscenza acquisita attraverso la formazione e l’esperienza, in una situazione reale. È quindi data da più fattori: conoscenza, capacità e attitudine, ma soprattutto ha bisogno di un contesto per potersi esprimere.
Esempio: Possiedo la capacità di “lettura del disegno tecnico”. Ho studiato (conoscenza) e svolto un periodo lavorativo all’interno di un’azienda del settore metalmeccanico (esperienza) dove ho potuto affinare la pratica per trasformarle in competenza.
Ho allenato la capacità agire con il mio bagaglio per saper leggere un “linguaggio” specifico.
Attenzione però che possedere la capacità di “lettura del disegno tecnico” per fare la spesa al supermercato non mi è utile.
Diventa chiaro che, non mi sarà sufficiente sapere (conoscenza) o saper fare (abilità), ma sarà necessario tradurre il compito in azione all’interno di tutti quei contesti in cui viene richiesta, complessi o meno.
Di competenze ne esistono di diversi tipi, vediamole insieme.
Che cosa sono le competenze di base?
Le competenze di base (o fondamentali) sono quelle capacità essenziali che permettono all’individuo di partecipare attivamente alla vita sociale e lavorativa e di apprendere in modo continuo. Sono il prerequisito per l’acquisizione di qualsiasi altra competenza.
Esempi tipici includono:
- Alfabetizzazione e competenza linguistica: saper leggere, scrivere e comunicare in modo efficace.
- Competenza matematica: saper utilizzare numeri e concetti matematici di base per risolvere problemi quotidiani.
- Competenza digitale di base: saper usare le tecnologie digitali fondamentali (computer, internet, posta elettronica).
E allora, cosa sono le competenze chiave?
Le competenze chiave sono quelle competenze considerate necessarie per la realizzazione personale e professionale. Espandono quelle di base e includono le competenze di cittadinanza attiva, inclusione sociale e occupabilità. Sono bene illustrate nel Quadro di Riferimento Europeo e rappresentano un set di capacità strategiche e trasferibili, utili in ogni ambito della vita.
Quali sono le otto competenze chiave e a cosa servono?
Il Quadro di Riferimento Europeo, aggiornato nel 2018, definisce otto competenze chiave per l’apprendimento permanente. Ecco nel dettaglio ciò di cui parliamo:
Competenza Chiave
A Cosa Serve (Esempi)
1. Competenza alfabetica funzionale
Comunicare efficacemente, leggere e interpretare informazioni complesse.
2. Competenza multilinguistica
Interagire in contesti internazionali, comprendere culture diverse.
3. Competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegneria
Risolvere problemi complessi, pensiero critico e innovazione tecnica.
4. Competenza digitale
Utilizzare i media digitali in modo sicuro e responsabile, creare contenuti e risolvere problemi tecnici.
5. Competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare
Gestire il tempo, lavorare in squadra, resistere allo stress e sviluppare la propria carriera (autoefficacia).
6. Competenza civica
Partecipare pienamente alla vita democratica, essere consapevoli dei diritti e dei doveri.
7. Competenza imprenditoriale
Trasformare idee in azioni (creatività, iniziativa, visione strategica).
8. Competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali
Apprezzare l’arte, esprimere la creatività e comprendere la propria identità culturale.
A cosa serve il quadro delle otto competenze chiave per l’apprendimento permanente?
Il Quadro Europeo delle Competenze (Framework) è stato messo a punto per utilizzare un linguaggio comune, necessario per dialogare tra paesi membri e nel mondo del lavoro.
Il Framework, infatti, ci invita a riflettere su:
- Standardizzazione: fornire un linguaggio e un riferimento comune per tutti gli Stati membri dell’UE, facilitando la comparazione e il riconoscimento delle qualifiche.
- Orientamento: guidare i sistemi di istruzione e formazione professionale (IFP) nella progettazione di curricula mirati allo sviluppo di capacità reali, non solo teoriche.
- Occupabilità: aiutare i datori di lavoro e i servizi per l’impiego a identificare le skill necessarie e mancanti per i ruoli professionali.
Che cosa si intende per apprendimento permanente?
L’apprendimento permanente (Lifelong Learning) è definito come l’attività intrapresa in modo continuo e volontario, con l’obiettivo di migliorare le proprie conoscenze, abilità e competenze, da una prospettiva personale, civica, sociale o occupazionale.
Molto spesso, nel momento in cui firmiamo un nuovo contratto di lavoro, la nostra crescita in realtà si blocca. Si blocca in quanto ripetiamo le attività quotidiane, ma senza aggiungere nuovi particolari alla nostra professionalità. Passano diversi anni e, magari, abbiamo aumentato la velocità di esecuzione dei nostri compiti, senza però restare vigili a ciò che accade fuori da quel contesto.
Un ottimo modo per surfare nel mare del lavoro è quello di guardare la direzione dell’onda, quali competenze vengono richieste dal mercato, come le puoi applicare nel tuo lavoro e sulla base di quello scegliere come ti puoi aggiornare, per procedere nella tua crescita.
Il mondo di oggi, pulsante di un’economia in rapida evoluzione, ha la necessità di essere sorretto da persone che lavorano su di sé, che procedono.
L’apprendimento permanente è quindi l ‘approccio mentale e metodologico necessario per rimanere rilevanti e interessanti nel mondo del lavoro, superando l’idea che la formazione termini con la scuola.
A cosa servono le competenze chiave per l'apprendimento permanente?
Le competenze chiave sono il motore dell’apprendimento permanente (Lifelong Learning). In un contesto come quello in cui viviamo, attraversato da continui cambi di direzione e da un’evoluzione veloce della tecnologia, capace di alterare le percezioni e lo stesso modo di lavorare, impegnarsi su sé stesse/stessi si rivela vincente.
Le competenze chiave forniscono la base per:
- Allenare la flessibilità: restare plastici e aggiornare le proprie competenze permette agli ambienti di lavoro di essere permeati di persone che possono accedere a nuovi ruoli o diversi settori, senza dover ricominciare da zero.
- Autonomia: la competenza di “imparare a imparare” è fondamentale per gestire il proprio percorso formativo in modo indipendente, senza aspettarsi che l’azienda, il responsabile o altre persone si debbano fare carico di ciò che, in realtà, riguarda te.
- Mobilità: avere una solida base di competenze chiave facilita il riconoscimento delle qualifiche e delle responsabilità, favorendo l’accesso al lavoro in contesti geografici e professionali diversi.
Come sviluppare le competenze chiave?
La formazione tradizionale non è sufficiente per sviluppare le competenze chiave. Infatti, abbiamo visto che, senza l’opportuna pratica restano superficiali e teoriche.
Vediamo insieme come l’approccio proattivo e la cultura del feedback, l’aggiornamento continuo e il quotidiano allenamento funzionano come amplificatori di competenze.
- Formazione mirata: scegliere in modo autonomo e proattivo i corsi (anche online) focalizzati sulle competenze, umane e di vita, per rendere gli ambienti di lavoro dei contenitori attivi e aggiornati di competenze (es. public speaking per la competenza alfabetica funzionale; corsi di coding per la competenza digitale).
- Esperienza pratica: le soft skill si sviluppano a partire dalla pratica che possiamo svolgere in tutti i contesti, dagli ambienti personali ai professionali, dai contesti scolastici a quelli di volontariato. Partecipare a progetti di team, assumere ruoli di leadership volontari o gestire un piccolo budget aziendale sviluppa competenze imprenditoriali e sociali.
- Riflessione o meta cognizione: dopo ogni progetto dove si è coinvolti, che sia esso di successo e che abbia visto dei momenti di difficoltà, fermarsi per investigare cosa ha funzionato e cosa poteva essere migliorato o agito in modo diverso. Questi ragionamenti attivano la meta cognizione, ovvero la capacità di comprendere come abbiamo agito per migliorarsi e per dare nutrimento alla competenza di “imparare a imparare“.
- Feedback: offrire e permettersi di ricevere attivamente feedback da colleghi, manager o career counsellor e consulenti per l’orientamento al lavoro per identificare punti ciechi e aree di miglioramento; ma anche per mettere l’accento su ciò che ha funzionato nel nostro agire, aiuta a offrire quel rinforzo positivo che spesso scarseggia.
Nel contesto lavorativo odierno parlare di competenze chiave significa dare spazio a un vero e proprio capitale posseduto da individui e da imprese. Nelle offerte di lavoro e nei requisiti professionali, assistiamo a una distinzione fondamentale tra due macro-categorie: le competenze trasversali (soft skill) e le competenze tecniche (hard skill). Le prime definiscono il “come” si lavora, influenzando le dinamiche relazionali e la gestione delle sfide, mentre le seconde indicano il “cosa” si sa fare, ovvero le abilità specifiche necessarie per un ruolo. Vediamole nel dettaglio.
Che cosa sono le competenze trasversali?
Le competenze trasversali (soft skill) sono attributi personali e comportamentali che influenzano il modo in cui interagiamo con gli altri e lavoriamo. Sono intrinsecamente connesse alle competenze chiave (in particolare la n. 5, “imparare a imparare” e le capacità sociali) e sono trasferibili tra diversi contesti lavorativi.
Esempi di competenze trasversali: problem solving, leadership, ascolto attivo ed empatia, team working, adattabilità, gestione dello stress.
Che cosa sono le competenze tecniche?
Le competenze tecniche (hard skill) sono le capacità specifiche, misurabili e verificabili, necessarie per eseguire un particolare compito o mansione professionale. Sono tipicamente acquisite tramite formazione specialistica, certificazioni o esperienza diretta in un settore specifico.
Esempi: programmazione Python, contabilità analitica, uso di un macchinario specifico, analisi dei dati con Excel.
Come si valutano le competenze?
Per eseguire la valutazione delle competenze un semplice test di conoscenza non è sufficiente, ma serve una misurazione della performance in un contesto simulato o reale.
Molto spesso le persone tendono ad autovalutare le proprie competenze. Pensiamo, per esempio, al curriculum vitae dove sono gli individui stessi ad assegnarsi la competenza e/o il requisito indicato dall’offerta di lavoro. Lo stesso accade nei contesti di orientamento e riorientamento lavorativo, la persona condotta dalla/dal consulente di carriera viene invitata ad assegnarsi una valutazione; valutazione che poi viene esplorata dalla/dal professionista attraverso l’analisi del racconto fatto dalla persona stessa. È molto importante quindi raccontare le proprie attività con esempi concreti e dettagliati per far comprendere alle persone perché sosteniamo di possedere una o un’altra competenza.
Nel dettaglio, esploriamo i metodi più comuni per aiutarci a capire qual è il nostro grado di efficacia delle competenze.
- Assessment center: utilizzo di esercizi di simulazione (es. role playing, case study, presentazioni di gruppo) proposti da consulenti, orientatori, coach per osservare le competenze trasversali in azione all’interno della dinamica di gruppo. Un tipo comune di assessment center è il colloquio di gruppo, dove le persone vengono osservate dai recruiter mentre svolgono compiti di realtà.
- Portfolio: utilizzare supporti digitali o cartacei che contengono l’analisi di lavori, progetti o attestati capaci di dimostrino concretamente le competenze acquisite e quindi offrire quella riprova pratica del possesso della competenza analizzata.
- Esposizione pratica: imparare a raccontare con specificità le attività svolte, con parole adeguate e semanticamente adatte alle competenze per farci riconoscere da parte di superiori, colleghi, subordinati e clienti come esperti in quella competenza.
Va sottolineato che la valutazione delle competenze non è una certificazione. Per esempio, nelle sessioni di orientamento puoi ricevere un “bilancio di competenze” eseguito da un professionista. Si tratta di una mappatura completa della tua storia professionale e del curriculum di studi. Al termine della quale riceverai un documento, sintesi di bilancio, che ti è utile per scegliere la prossima offerta di lavoro, il prossimo ciclo di formazione, ma anche come base per negoziare un aumento/promozione.
La certificazione delle competenze può essere rilasciata solo da un ente formativo o da un’agenzia preposta a tale fine. Di solito viene richiesta per i lavoratori dalle aziende e si rivela necessaria per accedere a concorsi o a specifiche di bandi a cui l’azienda desidera partecipare.
Le competenze tracciano la rotta della tua competitività.
Abbiamo navigato insieme nel complesso, ma affascinante, mondo delle competenze.
Dalla definizione delle competenze di base alle competenze chiave per l’apprendimento permanente, è emerso un quadro chiaro: essere competenti non è uno stato, ma un continuo divenire.
Non si tratta di doverne possedere cinquanta o più, quanto piuttosto di comprendere quali già ci aiutano a navigare nel mondo del lavoro. A partire dalla loro conoscenza possiamo guardare fuori, nel contesto, per osservare come si muovono e verso dove si dirigono per aiutarci a vivere meglio la nostra professione e professionalità.
Le competenze chiave sono la bussola che ti guida nell’orientamento al lavoro e alla tua crescita professionale, sia che tu stia cercando una nuova direzione, sia che tu voglia rendere solida la tua competenza professionale.
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