L’Orientamento: il viaggio che trasforma la tua carriera

viaggio professionale. nell'immagine una donna durante un trekking si trova dinanzi ad un bivio lungo un sentiero a simboleggiare l'orientamento professionale e le scelte nel lavoro.

Quando parliamo di orientamento professionale, raramente utilizziamo la parola viaggio in modo consapevole. Eppure, è una delle metafore più potenti per descrivere ciò che accade quando attraversiamo momenti di transizione, bruschi stop o cambiamenti improvvisi.
Sono spesso momenti decisivi per la nostra crescita professionale.

L’etimologia di viaggiare rimanda certamente alla via, quindi al movimento, ma non nasce come semplice definizione geografica o geometrica di un percorso. Il concetto di viaggio deriva dal viatico, ovvero da ciò che occorre per affrontarlo. Il viaggio, quindi, non è solo andare via (da qualcosa o verso un altro luogo), ma è anche una questione di equipaggiamento.

UPAG _ Una parola al giorno_Viaggiare

Nel lavoro accade lo stesso. Muoversi da solo non basta.
Servono direzione e conoscenza e soprattutto avere contezza di ciò che c’è nel tuo zaino.

Perché ci piace viaggiare (e perché il viaggio non è una vacanza)

Viaggiare ci piace perché fa parte della nostra storia di esseri umani. Fin dal tempo dei tempi, ci siamo spostati in cerca di cibo, di conoscenza, di un luogo migliore dove prosperare. Quello che cerchiamo, anche senza esserne totalmente consapevoli, è di poter fare un’esperienza capace di trasformarci.

Prima però dobbiamo effettuare un’importante distinzione: il viaggio non è una vacanza.
La vacanza sospende la realtà e spesso la pensiamo come un momento che ci toglie da tutti i nostri casini. Eh, il viaggio attraversa la nostra pelle.

Nel lavoro accade di confondere i due concetti.
Contiamo i giorni che mancano alle ferie, aneliamo verso un luogo di lavoro migliore, siamo alla ricerca di quel momento di sollievo, o di altri colleghi, per alleggerire la pressione.

Purtroppo, però non è pensando solo a un fuori diverso che compirai il tuo viaggio.
Serve molto di più, a partire dalla tua presenza per arrivare a compiere il primo passo.

Il viaggio dell’eroe nel mondo del lavoro

Nel libro Il viaggio dell’eroe nel mondo del lavoro, Francesco Gungui utilizza una struttura narrativa antica per leggere la trasformazione professionale. Molte opere contemporanee, dalle saghe alle serie tv più famose, si ispirano a questa teoria, poiché cattura il senso profondo del viaggio e promette il cambiamento.

Ogni persona, nel proprio percorso di carriera, attraversa momenti in cui:

  • sente che qualcosa non funziona più;
  • procede nei giorni, ma non nella sua crescita professionale;
  • percepisce che il tempo in quell’esperienza è terminato

E la maggior parte delle volte sosta, resiste, auspica un cambiamento che dovrebbe arrivare da un qualcuno o da un qualcosa. Molte volte anche io ho sperato che, con la o il nuovo manager, la situazione mia e della routine aziendale sarebbe migliorata. E invece, cambiando gli addendi il risultato non cambia, ce lo insegna la matematica.

“Siamo autori, sceneggiatori, registi e produttore della nostra vita. E possiamo, se siamo convinti e se questa storia non ci piace, cambiarla” scrive testualmente Gungui.
Accorgiti allora che la struttura offerta dal viaggio dell’eroe non è solo narrativa, bensì si rivela uno dei più potenti strumenti per orientarsi per spostarti da uno dei momenti in cui ti trovi e dai quali vorresti trovare una soluzione.

Le tappe del viaggio professionale

orientamento professionale: le 9 tappe del viaggio

Leggi con attenzione le descrizioni delle tappe e del momento a cui potrebbero corrispondere nella tua carriera, oggi. Non è detto che tutte ti risuonino, anzi lo faranno solo alcune. Ciò che conta è prendere consapevolezza del momento cruciale in cui ti trovi per favorire la tua crescita professionale.

1. Il mondo ordinario

In questo momento si presenta l’eroe del viaggio. È facile immedesimarsi in questa tappa perché ti puoi rispecchiare con il suo malessere, le sue paure o i tanti desideri che vorrebbe realizzare ma non riesce.
Sei in questa tappa se➡️ è una condizione che vivi da tempo; hai provato a cambiare ma senza esito; sei annoiato e giustifichi lo stato delle cose.

2. Chiamata all’avventura

Potresti qui aver parlato con qualcuno che ti ha informato di una nuova opportunità; oppure senti crescere un disagio incolmabile.
Sei in questa tappa se➡️è qualcosa che desideri e per cui hai ricevuto una proposta, vorresti intraprendere un’attività imprenditoriale o vuoi lanciare un prodotto tuo e pensi di meritarlo.

3. Rifiuto della chiamata

Ti trovi qui se senti che questo non è il tuo giusto, perché la resistenza al cambiamento prende il sopravvento.
Sei in questa tappa se➡️da tempo senti la chiamata ma hai risposto la busta dentro a un cassetto, rifiuti o stai per rifiutare un’opportunità che appare caduta dal cielo; hai ridimensionato l’obiettivo dopo uno slancio iniziale.

4. Incontro con il mentore

Ti trovi qui se hai incontrato una persona, un career counselor, un formatore che ti ha proposto degli strumenti per orientarsi. Per incontrare questa figura è necessario però che tu abbia già fatto qualche passo, come semplicemente cercare le risposte alle domande che ti sei posto.
Sei in questa tappa se➡️hai in mente qualcuno che potrebbe aiutarti, hai conosciuto delle persone che prendi da esempi da perseguire, dei modelli che ti aiutano a guardare oltre la situazione stagnante; c’è un corso di formazione che fa al caso tuo; hai ottenuto del tempo per te da dedicare alla tua crescita.

5. Varco prima della soglia

Da questo punto non puoi più tornare indietro. Il vero viaggio è iniziato. Da questo punto hai già compiuto il primo passo.
Sei in questa tappa se➡️stai iniziando un nuovo percorso di studi, oppure hai iniziato un nuovo lavoro, oppure stai portando energia a un nuovo progetto.

In questa fase è facile trovare quelli che vengono chiamati i guardiani della soglia. Sono persone o situazioni che sembrano ostacolarti, ma in realtà sono lì per farti comprendere l’altezza dell’impresa; per far sentire (anche a te) il tuo vero desiderio rispetto a questo viaggio.

Sono la tua guida per l’orientamento professionale.

6. Avvicinamento alla caverna

Questa fase può durare molto o poco tempo. È la tappa dei cambi di equilibrio nei gruppi. È la tappa delle tensioni dentro di te. Quella in cui ti chiedi se hai fatto bene a fare tutto questo.
Sei in questa tappa se➡️hai fretta e vorresti essere già arrivato al termine del viaggio; tentenni perché tu stesso non sai se meritare il premio tanto desiderato.

7. La prova centrale

Qui l’eroe metterà in pratica ciò che ha imparato. In questi momenti potrebbe accadere di subire delle perdite, un errore, un passo falso e l’eroe è costretto a battere in ritirata.
Sei in questa tappa se➡️hai ottenuto il lavoro ed è accaduto qualcosa che non ti assicura di superare il periodo di prova, ti senti tradito e abbandonato; o anche se l’obiettivo della tua azienda o del team non è stato raggiunto.

8. La ricompensa

In questa fase l’eroe ha ottenuto il tesoro oppure ha imparato una grande lezione che sarà essenziale per riprendere il viaggio. Hai presente quando Harry Potter muore per liberare l’ultimo horcrux da dentro di sé? (per capirci quello che nemmeno “colui che non si può nominare” sapeva esistesse). Questa è la fase del nuovo sapere, della consapevolezza.
Sei in questa tappa se➡️prendi coscienza che il viaggio non è ancora finito (spoiler non finisce mai) che sarà lungo ma oggi hai nuove risorse, conoscenze e strumenti per orientarsi che potrai utilizzare.

9. La via del ritorno e la resurrezione

Questo è il momento in cui sei cresciuto, maturato. La prova finale può addirittura non assumere lo stesso senso che aveva in partenza. A questo ti ha portato il viaggio, a vedere quello che sai fare, quello che puoi fare e anche come trovi ciò che ti serve al momento giusto.
Sei in questa tappa se➡️hai individuato un senso profondo nel tuo viaggio professionale; oppure ti senti pronto per una nuova via, per un nuovo progetto; o ancora hai nutrito la tua trasformazione interiore.

Raccontare il passato per ristrutturare il presente

“Il racconto modifica la realtà” ricorda sempre Gungui. Infatti, esiste un racconto che ci accompagna, più o meno consapevolmente, durante la nostra giornata. Questo racconto opera una definizione e ridefinizione degli eventi che spesso sono diversi dagli stessi eventi vissuti da altre persone nella medesima situazione.
È necessario in questo momento effettuare una rilettura del passato per comprendere qual è il significato del nostro viaggio e quale impronta lascerà la nostra storia di crescita professionale.

Imparare a raccontare il proprio percorso significa in altre parole:

  • riconoscere i propri apprendimenti e dove questi ci hanno condotto;
  • dare senso ai fallimenti per distillare l’elisir del senso di ciò che abbiamo compiuto;
  • individuare quali sono le competenze personali sviluppate proprio grazie a quelle occasioni, anche quelle in cui ci siamo feriti;
  • integrare gli obiettivi raggiunti e quali ostacoli sono stati superati. e perché.

 

Adattare lo storytelling con questo pensiero nella mente ci aiuta a sentirci eroi ed eroine dei nostri rispettivi percorsi; ci aiuta a narrare il senso profondo della nostra storia e non mettere una dopo l’altra le esperienze fatte. In tutte le situazioni, molto, dipende dall’atteggiamento con cui le viviamo e da quanto ci lasciamo sottomettere, oppure da quanto con cuore grato siamo capaci di procedere e, nonostante tutto, terminare il nostro viaggio.

Nexting: l’arte di anticipare il futuro

Puoi percorrere il tuo viaggio professionale in molti modi diversi, ma io ti consiglio di mettere in atto l’arte del nexting, una competenza cruciale non solo nella professione, dico nella vita in generale.

Il nexting è la capacità di immaginare la tua crescita professionale e anticipare, ciò che accadrà, mantenendo un atteggiamento orientato alla soluzione.
Significa pensare che sotto a qualsiasi evento posso essere consapevole della strategia che mi fa prevedere le mosse successive (come nella dama, o negli scacchi).

Bene inteso che questa attitudine è molto diversa dal nesting (o quiet quitting), dove la persona si adagia nella zona di comfort, evita nuove sfide e riduce l’investimento emotivo nel lavoro. Nelle tappe indicate prima il quiet quitting è molto probabilmente il “rifiuto alla chiamata”. Descrive di un eroe che, in quel momento preferisce restare, piuttosto che assumersi la responsabilità e la direzione del proprio viaggio professionale.
Ma la vita è fatta di tanti momenti e anche quelli bui possono cambiare.

Impari a pensare con competenza di nexting” quando:

  • ti interroghi su quale abilità vuoi sviluppare oggi per essere pronta/o domani;
  • ti incuriosisci di come si muove il mercato del lavoro e agisci per non farti intimorire;
  • tasti il tuo “potere di acquisto” professionale anche quando stai lavorando.

Il viaggio professionale è una scelta di vita, più che solo di ruolo

Nel momento in cui termina un film al lettore è lasciata la libertà di immaginare cosa accadrà all’eroe ora che è felice, che ha sudato e lottato per conoscersi meglio, per misurare e misurarsi con i suoi stessi limiti. E nonostante tutta la fatica, è felice.

Proprio questo ti invita a fare la teoria del viaggio applicata alla tua carriera.
Ti invita a esplorarla come un viaggio e, come se fosse un viaggio, a raccontarla.

L’orientamento professionale è uno strumento utilissimo, in quanto non si tratta solo di svolgere un insieme di esercizi e test, ma di una vera pratica di consapevolezza capace di farti tornare verso di te, nel tuo centro e nel senso grande che puoi dare a questo viaggio.

E allora la domanda con cui siamo partiti resta aperta:
Cosa contiene il tuo zaino professionale e qual è il primo passo verso la tua prossima tappa?

Anch’io ho attraversato diverse tappe del mio viaggio professionale.
Alcune le ho scelte mentre altre mi hanno trovata (o forse mi sono lasciata trovare).
Ma ciò che più mi ha dato forza e coraggio è comprendere che posso essere io l’eroina della mia crescita professionale e ovviamente anche personale.

Se senti che è arrivato il momento di fare il primo passo nel tuo percorso di orientamento professionale, puoi iniziare dal riconoscere in quale tappa sei oggi.
Molto spesso le risorse per procedere si trovano già nel tuo zaino e, se non sai quali sono,
lo possiamo scoprire insieme. Sono qui per aiutarti!

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