Il manifesto della consulente di carriera
Le persone per definirmi usano spesso l’espressione ‘consulente di carriera’. Che è corretta.
Ma è un’altra la parola che mi definisce.
Sono un’orientatrice. Il concetto di orientamento mi appartiene. Non ho mai usato le cartine geografiche per viaggiare e spostarmi: quando raggiungo una località osservo cosa c’è intorno a me, guardo con attenzione la realtà che mi circonda e trovo i miei punti di orientamento.
Li riconosco, li faccio miei.
Sono un’orientatrice fin da quando ero una bambina: non ho mai avuto la necessità di ricevere una formazione per curare il mio sentire, è una dote naturale.
E, dopo un percorso di crescita, so di poter donare questo aspetto della mia personalità alle altre persone.
Oltre a essere una consulente di carriera, sono anche una Guida, parola nella quale mi riconosco nonostante implichi un elevato senso di responsabilità.
Oggi sono una professionista completamente diversa da chi ero prima, ma parte di quel mondo che ha caratterizzato i primi anni del mio lavoro, la porto dentro anche ora. Nel mio precedente mestiere costruivo relazioni, creavo legami. Un aspetto che caratterizza anche la mia attuale identità.
Perché ho scelto di scrivere il mio Manifesto
Il Manifesto è qualcosa che mi rende più consapevole delle radici su cui si fonda il mio business, del mio sguardo sulle cose, del bagaglio di valori che porto con me in ogni decisione e in ogni espressione che scelgo per raccontarmi.
È l’essenza delle parole che mi definiscono e mi somigliano.
Negli ultimi anni in azienda, spesso, mi sono sentita insoddisfatta. Un malessere interiore. Uno smarrimento. Avrei voluto incontrare una guida con cui confrontarmi per capire se le azioni che imprimevo alla mia ricerca del lavoro erano corrette. Navigavo in un mare di solitudine.
Così ho scelto di formarmi e strutturarmi per essere un punto di riferimento, una persona capace di accompagnare consapevolmente il cambiamento nel mondo del lavoro.
Ho sempre ritenuto il lavoro un valore in senso Olistico, che deve superare la mera applicazione del contratto e della struttura rigida, e che permea le onde della nostra vita. Noi NON siamo il nostro lavoro, ma ci manifestiamo attraverso di esso. Se siamo nel nostro, illumineremo. Se siamo altrove, tutto sarà più complicato.
Il mio manifesto in 9 punti
Perdersi
È un passaggio necessario per lasciare andare vecchi schemi e convinzioni limitanti. Tutto ciò che ti ha legato ai non posso, non sono capace, va lasciato indietro.
Esplorare
È il passo successivo al perdersi. È imparare a muoverti con consapevolezza. Alcune strade le osserverai soltanto, altre deciderai di percorrerle.
Orientarsi
Significa guardare dentro di te, nel tuo bagaglio personale e professionale, per riconoscere ciò che hai e ciò che puoi lasciar andare.
Viaggiare
Con uno zaino rinnovato e lucente, potrai osservare, immaginare e rendere tangibile la tua meta.
Il tuo nuovo percorso di carriera prenderà forma.
Agire con Coraggio
È l’ingrediente fondamentale che ti fa svoltare, quel movimento che viene dal cuore che ti permette di fare il passo. Nel coraggio si sviluppa la connessione tra la tua interiorità e l’esteriorità: non significa avere il cuore del leone, ma rispettare l’agire che viene dal tuo cuore.
Accompagnare
Sarò al tuo fianco lungo il percorso, ma i passi saranno i tuoi. Il mio ruolo è accompagnarti a riconoscere la forza, le competenze e le abilità che già possiedi, così che tu possa camminare in autonomia.
Modulare la Voce
Scoprirai la tua voce. Individueremo insieme le parole che ti rappresentano e con cui potrai presentarti nel mondo del lavoro con autenticità.
Crescere
In ogni viaggio sai come parti, ma spesso non presti attenzione a come torni. Guardare al punto di partenza e confrontarlo con ciò che hai raccolto lungo il cammino ti aiuterà a riconoscere la tua crescita.
Innovarsi
Il progetto iniziale potrebbe cambiare strada facendo. Non esistono percorsi già tracciati, né direzioni prestabilite. Esiste la strada che scegli di percorrere e il coraggio di andare.
Consulente di carriera per ASNOR
Faccio parte di ASNOR, l’Associazione Nazionale Orientatori, una realtà italiana nata per rappresentare i e le professionisti dell’orientamento.
ASNOR ‘promuove una nuova cultura dell’orientamento’, con l’obiettivo di valorizzare il ruolo professionale dell’Orientatore.
Qui trovi il mio piccolo spazio sul sito dell’associazione:
Nell’ambito lavorativo, spesso accettiamo situazioni di disagio a causa dell’abitudine e perché siamo spaventati dal cambiamento.
Durante il percorso di orientamento ti propongo di rispondere ad alcune domande che possono aiutarti a fare chiarezza. Ecco qualche esempio.
- Il tuo lavoro ti stimola davvero?
- Senti di generare valore o è solo un automatismo?
- Ti senti appagata, appagato, da ciò che fai o le tue giornate pesano sempre di più?
- Riesci a gestire il carico o ti senti dentro una pentola a pressione?
Nella mia esperienza, sono state le risposte alle domande che mi sono posta a portare in luce la mia situazione di stallo. Magari sono utili anche a te.